Spettacolo teatrale

Un dialogo post mortem tra Giuda e Pietro

Una prigione opprimente che rinchiude, una prigione delimitata che separa ma che non impedisce di comunicare. Di fronte al fatto compiuto della Morte e della Resurrezione di Colui che ha sconvolto l’umanità, due uomini a confronto: Giuda dentro, Pietro fuori. Entrambi sono morti a causa di quella Morte, entrambi hanno tradito quell’Uomo, ma una sola decisiva decisione separa i due destini: Pietro ha chiesto perdono e per questo ha meritato Misericordia. Giuda ha provato solo dolore: per questo ciò che gli rimane è il buio e una prigione dentro cui condannarsi.

Ispirato alla sceneggiatura del film IO SONO GIUDA, edito da ARES

Di Giampiero Pizzol

Con Andrea Carabelli e Claudio Lobbia

Musiche di Ivano Conti

Disegno luci e scenotecnica di Tappeti Sonori

LO SPETTACOLO

Un unico atto da un’ora.

Traditori è un’opera che esplora con straordinaria profondità la psicologia umana e la tensione drammatica tra il bene e il male, incarnata nei personaggi di Giuda e Pietro. Questo dialogo si sviluppa come una resa dei conti emotiva e spirituale, mettendo a confronto due anime lacerate dal tradimento, dalla colpa e dalla ricerca di redenzione.

DIO COME PRESENZA COSTANTE E SCONVOLGENTE

Il testo di Pizzol che prende spunto dai racconti mistici di Maria Valtorta mette in luce il ormento interiore di Giuda, diviso tra il suo desiderio di grandezza e il senso di abbandono, e il cammino di Pietro, simbolo di una fede imperfetta ma incrollabile. La forza drammaturgica si amplifica nella rappresentazione di Dio come presenza costante e sconvolgente, una luce che rivela le miserie umane senza mai annullarle.

UN FINALE CHE SCUOTE

Il testo non offre risposte consolatorie. La parola è affilata come un coltello: Giuda attacca la Chiesa definendola “una creatura di pietra, dura e oscura”, mentre Pietro risponde con la forza dell’umiltà di chi è “morto a testa in giù” per capire di essere un nulla. Attraverso un linguaggio che oscilla tra lirismo e crudezza, Pizzol scava nelle profondità dell’animo umano, mostrando come la lotta tra il sacro e il profano, tra il divino e il demoniaco, sia parte integrante dell’esperienza umana. Questo dramma non si limita a raccontare, ma chiama lo spettatore a interrogarsi sulla propria fragilità, sulla libertà di scelta e sul significato dell’amore e del perdono.

  • MONZA | 18 Marzo 2026 ore 21:00 | Collegio della Guastalla
  • BUSTO ARSIZIO | 20 Marzo 2026 ore 21:00 | Teatro Sant’Anna
  • PIOLTELLO | 21 Marzo 2026 ore 21:00 | Teatro Cardiale Shuster

Per info e materiali: +39 366 276 3965 [Elisabetta Conte SMM / CM]

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