Spettacolo Teatrale

L’uomo che portò la pace a Nagasaki

La storia di un medico giapponese e della bomba atomica su Nagasaki. Uno spettacolo per raccontare il dialogo tra due culture: quella millenaria shintoista fatta di saggezza, di ritualità e di cura per il creato e quella occidentale fatta di progresso e di un cristianesimo pieno di certezze e di amore verso il prossimo.

Testo di Romeo Pizzol (tratto dagli scritti di Takashi Paolo Nagai)

Regia di Massimo Morelli

Musiche originali di Marco Simoni

Costumi di Wajaku kimono

Service illustrazioni di Roberto Abbiati

con Andrea Carabelli, Matteo Bonanni, Adriana Bagnoli, Diego Becce, Matteo Tagaste e il soprano Yukiko Aragaki

LO SPETTACOLO

Un unico atto di un’ora e mezza per raccontare una vicenda profondamente umana e quanto mai attuale.

Il 6 e il 9 agosto 1945 avvenne uno degli episodi più eclatanti della storia dell’umanità: vengono sganciate dall’aeronautica militare americana due bombe atomiche, una a Hiroshima e una su Nagasaki. Questo evento ha da allora condizionato la storia del popolo giapponese che ancora oggi commemora, discute e si interroga su quel clamoroso fatto che ha sconvolto tutta l’umanità. I punti di vista sono molteplici, le sfaccettature innumerevoli, ma da qualunque parte lo si guardi resta il fatto di una tragedia: 200 mila vittime, quasi tutte civili.

SI PUO’ SPERARE DOPO UNA BOMBA ATOMICA?

Takashi Paolo Nagai, radiologo giapponese sopravvissuto alla bomba di Nagasaki che gli ha ucciso la moglie Midori, discendente della comunità dei cristiani nascosti, va a vivere in una capanna di 4 metri quadri (Nyokodo) e attraverso i suoi scritti, successi editoriali in Giappone, ricostruisce la città e rianima la nazione. Riconosciuto eroe nazionale dall’Imperatore Hirohito, visitato da un fiume di persone, non cessa di comunicare pace e perdono sino alla morte nel 1951.

RECITAZIONE E MUSICA CLASSICA

Nella baia di Nagasaki sono ambientate le vicende della celebre opera Madama Butterfly di Giacomo Puccini di cui ricorre il centenario della morte nell’anno 2024 e che verranno ricordate durante la rappresentazione. Riscoperto in Italia nel 2019 attraverso una mostra al Meeting di Rimini, le sue parole sulla devastazione atomica risultano profetiche davanti alla pandemia del 2020 e allo scoppiare di focolai di guerra nel mondo. Le vicende dell’Olocausto nucleare sono state riproposte dal film Oppenheimer, con una lente di ingrandimento sul punto di vista americano. Il nostro spettacolo teatrale si limita a descrivere la scintilla da cui scaturì la miracolosa ricostruzione di un popolo, come quello giapponese, che non ha mai smesso di sperare.

I PERSONAGGI E LA FORMA DI NARRAZIONE

Tante saranno le forme di narrazione durante la performance. Ci sono le riflessioni filosofiche e teologiche che si sviluppano dall’incontro col libro dei Pensieri di Pascal che in maniera provvidenziale a un certo momento Nagai si trova tra le mani. C’è la storia d’amore con Midori, la donna che diventerà sua moglie, che darà allo spettacolo un tocco lirico e di delicato romanticismo. Discreta e silenziosa ma presenza determinante in vita e in morte. Questo personaggio sarà rappresentato da una cantante lirica giapponese che renderà la presenza musicale un file rouge continuo. È inoltre un vero e proprio approfondimento storico, molte le digressioni per raccontare quello che è successo. Altri due personaggi saranno presenti sulla scena: la madre e un professore, che permetteranno lo svolgersi di dialoghi scientifici e filosofici. E infine la presenza di un coro teatrale che rappresenta il futuro e che dà allo spettacolo una forza di impatto unica ed emozionante.

Grazie per questa sera: è stata una serata da brividi, coinvolgente e commovente, siete riusciti a raccontare di Takashi Paolo Nagai e di Midori con una grande intensità e in modo profondo. Avete unito in modo affascinante storia e vissuto, cultura giapponese e musicalità, senso della santità e pienezza dell’umano, ne è risultata una scena piena di dinamicità e con grande tratto artistico. Ciò che colpisce è il percorso esistenziale che avete colto e che riproponete con grande forza così che si possano incontrare Takashi e Midori in modo autentico. Grazie. 

G. Mereghetti, Filosofo

PROSSIME REPLICHE

  • 4 Luglio 2026 – Festival di San Miniato – scopri di più
  • 18 Settembre 2026 – Udine
  • 25 Settembre 2026 – Luino
  • 03 Dicembre 2026 – Teatro Cime, Milano

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