Gli Scarrozzanti nascono da una necessità prima ancora che da un progetto: la necessità di fare teatro come atto vivo, incarnato, essenziale. Un teatro che non separa il pensiero dall’emozione, la parola dal corpo, il racconto dalla responsabilità di chi lo pronuncia davanti a una comunità.

Il nome richiama volutamente una tradizione antica: quella dei teatranti erranti, capaci di portare storie ovunque, adattandole ai luoghi, alle persone, al tempo presente. In questo spirito, Gli Scarrozzanti si muovono tra palcoscenici teatrali, spazi non convenzionali, scuole, chiese, piazze, luoghi della memoria e della ferita, con l’idea che il teatro non debba mai essere autoreferenziale, ma sempre necessario.

Il cuore del loro lavoro è un teatro di parola forte e visionaria, spesso costruito in forma rapsodica o corale, dove il racconto individuale diventa specchio di una domanda collettiva. Le loro creazioni intrecciano letteratura, storia, spiritualità, ironia e tensione civile, dando vita a spettacoli che non cercano l’effetto, ma la risonanza profonda nello spettatore.

Tra gli spettacoli più significativi si distinguono:

  • LO SCRITTORE AUTOMATICO, tratto da Roald Dahl, che nel 1953 aveva scritto un testo che ogni sembra essere una profezia di quanto sta accadendo con l’intelligenza artificiale;
  • MATTEO RAGIONIERE DI DIO, una riflessione teatrale sul rapporto tra fede, responsabilità e libertà, capace di unire leggerezza narrativa e profondità teologica;
  • RITORNERANNO, un affondo poetico e drammatico sul tema della memoria, della guerra e dell’eredità lasciata alle generazioni future;
  • TRADITORI, un’indagine teatrale sul tradimento come categoria umana prima che storica o politica;
  • NAGAI, ispirato alla vicenda reale di Takashi Nagai, che affronta il tema del dolore, della distruzione e della speranza dopo la catastrofe di Nagasaki;
  • SAN NICOLA – la vera storia di Babbo Natale, capace di coniugare rigore storico, immaginazione teatrale e dimensione popolare.

Accanto alla produzione artistica, Gli Scarrozzanti sviluppano un intenso lavoro pedagogico e laboratoriale, soprattutto con giovani, studenti e comunità educanti, convinti che il teatro sia uno strumento privilegiato per allenare lo sguardo critico, l’ascolto e la parola condivisa.

La nostra società non si limita a produrre spettacoli, ma costruisce percorsi culturali: cicli teatrali, trilogie tematiche, progetti site-specific, riscritture di grandi testi della tradizione (da Dante a Pirandello, da Shakespeare alla drammaturgia contemporanea), sempre con un’attenzione particolare alla sostenibilità scenica e alla forza del testo attorale.

Gli Scarrozzanti credono in un teatro che non intrattiene soltanto, ma interroga, che non consola superficialmente, ma accompagna. Un teatro che, ogni volta, chiede allo spettatore non solo di guardare, ma di prendere posizione.

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